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Il gruppo di Piavon ha inaugurato domenica 9 settembre1962
il proprio gagliardetto nel corso di una manifestazione caratterizzata da una schietta semplicità alpina. Numerosi sono stati i gruppi affluiti alla piazza centrale del paese per la sfilata fino alla chiesa parrocchiale dove il Rev. parroco don Paolo Bolzan, già Cappellano degli Alpini, ha celebrato la S. Messa a ricordo dei Caduti. Dopo la funzione il Parroco ha benedetto il gagliardetto ed intrattenuto i convenuti con un discorso di circostanza che ha posto in evidenza il senso di obbedienza delle Penne Nere anche quando ciò comporta l’estremo sacrificio; un mazzo di fiori è stato offerto alla Madrina signora Dal Gobbo, vedova dell'Alpino
Antonio Dal Gobbo decorato di Medaglia d’argento. All’uscita dalla chiesa il corteo si è ricostituito con alla testa la brava fanfara di Oderzo, le bandiere delle associazioni delle famiglie dei Caduti, dei combattenti e del Fante, il vessillo della sezione, e i gagliardetti dei gruppi di Arcade, Busco, Campo di Pietra, Mansuè, Musano, Oderzo, Ormelle, Ponte di Piave, Roncadelle, Salgareda, San Polo di Piave, Tempio, Trevignano Treviso-città - ed è sfilato davanti al palco delle autorità. Erano presenti i vicepresidenti della sezione dott. Bruno Bellis ed Ezio Bigolin, il consigliere sezionale Antonio Segato, una rappresentanza militare di ufficiali e sottufficiali, il comandante della stazione Carabinieri e varie autorità locali. Dopo la deposizione delle corone d’alloro alla lapide dei caduti, i convenuti si sono adunati di fronte all’edificio scolastico nel cui atrio era stato collocato L’Albo della gloria con i nomi di tutti i Caduti di Piavon Il capogruppo Luigi Cavinato ha ringraziato i convenuti ed ha quindi presentato l’oratore ufficiale prof. Mario Altarui, capo del gruppo di Motta di Livenza ,il quale con elevate e commoventi parole, molto applaudite, ha brevemente esposto le finalità dell’A.N.A. e il significato della cerimonia di Piavon. Dopo l’inno nazionale, il bravo trombettiere della fanfara di Oderzo ha eseguito, in ricordo dei Caduti, il silenzio “ fuori ordinanza ”; altre marce alpine sono state eseguite, applaudite dai molti Alpini presenti. Autorità e rappresentanze sono poi state ricevute dai dirigenti del gruppo nella sala del caffè centrale, mentre all’aperto si concludeva la “beverata offerta agli Alpini. Gioioso e tipicamente scarpone il rancio che è seguito nell’ampio, cortile delle scuole, dove duecento Alpini hanno allegramente ripreso confidenza con i “ tubi ” e lo spezzatino della naja. Un sincero elogio va rivolto al bravo capogruppo e ai suoi volonterosi collaboratori, che han dimostrato di poter validamente far figurare il gruppo di Piavon nella vasta compagine sezionale.
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